Segretario Regionale: Adriano Benazzato

Lettera ai Dirigenti del ruolo Sanitario del Veneto - Iscritti ANAAO ASSOMED


“MALA GESTIO” DEI RESIDUI DEI FONDI CONTRATTUALI
Risultati in Veneto
Gennaio 2018

Cari Colleghi,
dopo un lungo, complesso ed intenso lavoro sindacale e legale di contrasto attivo alle attuazioni errate e spesso illecite delle norme contrattuali vigenti al livello aziendale, in collaborazione con i nostri avvocati, abbiamo predisposto, i primi ricorsi legali, ben 3, contro aziende sanitarie venete (i casi più clamorosi) per la documentata “mala gestio” dei residui dei fondi di risultato attuata dalle stesse continuativamente soprattutto negli ultimi 10 anni.
Il fenomeno della cattiva ed errata gestione dei residui del fondo di risultato è stato intuito la prima volta diversi anni fa dagli scriventi a livello nazionale (casi di Cuneo e Taranto) e in questi ultimi anni anche in Veneto. Lo stesso è stato puntualmente segnalato, in questi anni, a tutti i quadri sindacali regionali ed aziendali da parte della segreteria nazionale sia con l’attuazione di corsi mirati della Scuola Quadri della nostra Associazione e sia con la emanazione nel dicembre 2016 di una specifica circolare attuativa nazionale, a firma del Segretario Nazionale Troise e del Vice Segretario nazionale e Responsabile delle Politiche contrattuali Montante, a tutti i quadri periferici.
Nella nostra regione siamo riusciti con il tempo a trovare le evidenze/prove di questi comportamenti illeciti da parte delle aziende sanitarie che sistematicamente avevano utilizzato tali residui, generati prevalentemente se non esclusivamente, alla fine di ogni anno, dai residui del fondo di posizione, non per valorizzare economicamente gli incarichi gestionali e professionali previsti in ambito aziendale ed eventualmente in seconda istanza per retribuire a consuntivo o a saldo gli obiettivi di risultato raggiunti (totalmente o parzialmente) nell’anno di competenza dai dirigenti medici bensì accumulando e non spendendo gli stessi o impiegandoli per finanziare in modo non dovuto, al posto del bilancio dell’Azienda, nell’anno successivo a quello di competenza obiettivi aggiuntivi o addirittura per acquistare prestazioni o orario medico aggiuntivi in sostituzione degli istituti contrattuali previsti a tale scopo (ore straordinarie, libera professione in favore della azienda).
Un comportamento, quindi, palesemente illecito delle aziende sanitarie che hanno puntualmente determinato anno dopo anno un danno ripetuto a carico di tutti i colleghi sia di tipo retributivo ma anche previdenziale. Per non parlare dei pensionati.
Ci siamo resi conto, inoltre, che molte erano state le aziende sanitarie, certamente non tutte, nel Veneto che, in modo pìù o meno grave, avevano adottato negli anni questi comportamenti illeciti violando in modo evidente la normativa legislativa e contrattuale vigente in materia.

Abbiamo identificato tra queste le tre aziende sanitarie che avevano generato le situazioni più clamorose: ex ULSS 1 e 2 di Belluno e Feltre ( circa 6.000.000 di euro di residui accumulati e non utilizzati), la ex ULSS 15 Alta Padovana (circa 4.300.000 euro di residui accumulati e non utilizzati) e le ex ULSS 5 e 19 di Rovigo ed Adria ( circa 1.400.0000 euro utilizzati in modo illegittimo nel 2016 ed altrettanti nel 2017).
Abbiamo deciso di attuare una forte azione sindacale e poi legale di contrasto a queste illegittimità mirante ad interrompere definitivamente questi abusi, affiancandoci ai segretari aziendali nel loro “lavoro” per diversi mesi.
Successivamente, non avendo ottenuto risultati soddisfacenti in merito, abbiamo dovuto lavorare intensamente per predisporre, in collaborazione con i nostri avvocati, i ricorsi legali contro le tre aziende sanitarie sopra citate.

Abbiamo sensibilizzato in appositi incontri i nostri associati, e non solo, di queste 3 aziende al fine di convincerli a sottoscrivere i ricorsi legali da noi predisposti. L’adesione degli iscritti ANAAO è stata molto importante (più di 150 medici nelle tre aziende interessate).
AAROI EMAC e SNR, inoltre, nelle figure dei rispettivi segretari nazionali, ci hanno chiesto di condividere con loro questa nostra iniziativa legale affiancando le loro rispettive firme nazionali alle nostre sui ricorsi predisposti.
Due dei tre ricorsi legali (quelli contro le ex Aziende ULSS 1 e 2 di Belluno e Feltre e le ex Aziende ULSS 5 e 19 di Rovigo ed Adria) sono stati in questi giorni depositati presso i Tribunali di rispettiva competenza e notificati alle aziende sanitarie interessate. Sono state già fissate le date delle prime udienze.
Il terzo ricorso, invece, quello contro la ex Azienda ULSS 15 Alta Padovana non è stato depositato e notificato poiché in questi giorni, per iniziativa della stessa azienda (forse resasi conto della fragilità legale e rischiosità della propria posizione) siamo stati convocati, con nostra sorpresa, nel giro di pochi giorni per ben tre volte nel tentativo di addivenire ad un accordo integrativo aziendale sulla distribuzione dei residui del fondo di risultato (4.300.000 euro accumulati e non utilizzati).

Francamente non ci speravamo per i quasi violenti contrasti che avevano caratterizzato la trattativa sindacale con la azienda sanitaria in materia nei mesi precedenti.
In realtà, alla fine, la delegazione trattante dell’ANAAO ASSOMED, con l’ausilio della Segreteria Nazionale e Regionale è riuscita a convincere prima tutte le altre OO. SS. e successivamente in modo congiunto anche la Direzione Aziendale al rispetto formale e anche sostanziale delle norme contrattuali in merito. L’accordo raggiunto consentirà nei prossimi mesi la corresponsione media pro capite di quasi 12.000 euro a tutti i dirigenti medici della ex ULSS 15 Alta Padovana.
Questo risultato rappresenta, a nostro giudizio, un bel successo politico e tecnico per la nostra associazione e, per entità della cifra media pro capite corrisposta, il più importante conseguito ad oggi nel nostro Paese ed un esempio e monito per tutte le altre aziende.
Siamo convinti (Montante ed io) che queste illegittimità sopra rappresentate siano molto diffuse e misconosciute in moltissime altre aziende sanitarie del Paese.
A nostro parere è venuto il momento di dire “BASTA” a questi illeciti comportamenti delle Aziende ed agire contro di loro.

Giuseppe Montante
Vice Segretario Nazionale

Adriano Benazzato
Segretario Regionale