Il Mattino di Padova – 26 marzo 2019
Turn over medici Sbloccati i fondi per mille assunzioni Resta l'emergenza
L'intesa ministero-Regioni supera i vincoli fissati nel 2004. Anaao: passo avanti ma il deficit strutturale è insostenibile
Qualcosa si muove sul versante ospedaliero afflitto da una scarsità crescente di medici che minaccia ormai l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Nel giorni scorsi, su impulso della delegazione veneta, ministero della Salute e Conferenza delle Regioni hanno concordato lo sblocco dei fondi destinati delle assunzioni, congelati dalla remota spending review del 2004 e aggravato da un taglio dell'1,4%. La nuova intesa prevede l'aggancio del budget ai livelli di spesa 2018, con un +5% di risorse calibrato sull'entità del Fondo sanitario nazionale e condizionate all'«adozione di una metodologia per la determinazione del fabbisogno»; previsto poi un sistema premiale che consentirà alle Regioni di elevare ulteriormente i limiti di spesa destinandovi in toto i risparmi derivanti dalla «riduzione strutturale» dei servizi sanitari esternalizzati.
«50 MILIONI? UNA MISERIA» Un passo avanti, utile a garantire il turn over legato alle quiescenze. Nel Veneto ciò potrebbe tradursi in circa mille assunzioni nel prossimo quinquennio, ma a fronte di una situazione divenuta critica non è il caso di brindare: «Certamente lo sblocco delle assunzioni apre alla copertura dei posti sguarniti dai pensionamenti attesi dal 2019 in avanti», commenta Carlo Palermo, il leader dei camici bianchi di Anaao-Assomed «purtroppo, contemporaneamente, vengono storicizzate le perdite di personale dal 2009 al 2018. Per sostituirli si mette sul piatto la miseria di 50 milioni quest'anno e poi il 5% dell'incremento del Fondo sanitario nazionale mentre occorrerebbero subito almeno 2 miliardi».
BENAZZATO E IL COLLASSO In ambito regionale, a puntualizzare le cifre è il segretario dell'associazione Adriano Benazzato: «Il quadro è drammatico, oggi in corsia mancano 1295 ospedalieri oltre ai 357 previsti in dotazione e mai entrati in servizio. Oltre al normale turn over, da qui al 2025, grazie a quota cento andranno in pensione altri 1600 medici: è una situazione prossima al collasso e in assenza di correttivi radicali, neanche lo spirito di sacrificio di tanti colleghi, che lavorano gratuitamente affrontando turni massacranti, eviterà una paralisi diffusa». Insomma, la boccata d'ossigeno attenuerà parzialmente l'esodo in atto ma senza incidere in alcun modo nel deficit strutturale.
FOLLIA PROGRAMMATORIA Benazzato, incalzato dai colleghi che da ogni parte segnalano criticità quotidiane - ultima, in ordine di tempo, la clamorosa protesta in prefettura dei medici ospedalieri a Rovigo - punta l'indice sulla «follia programmatoria dei governi dell'ultimo decennio» che ha provocato scarsità cronica di specialisti: «Le carenze principali riguardano i pediatri, l'emergenza urgenza, la medicina interna, la radiologia. I fabbisogni stimati dalla Regione per il periodo 2018-2025 sono inferiori rispetto alla stima da noi effettuata che ne prevede 415 in più. In particolare, la sottostima avviene per anestesia e rianimazione (saldo -96), ginecologia e ostetricia (-85) e medicina d'emergenza-urgenza (-78). Curiosa, invece, la richiesta ingente e non giustificata di igienisti, ora in surplus. Viceversa, giudichiamo lungimirante il finanziamento regionale di alcuni contratti aggiuntivi di formazione nelle branche più in carenza». Vie d'uscita? Scartato il reclutamento a chiamata attraverso le coop («È manifestamente illegittimo»), l'Anaao intravede tre percorsi utili immediati.
TRE SOLUZIONI IMMEDIATE
Anzitutto, l'impiego stabile degli specializzandi: «Quelli all'ultimo anno possono essere assunti con contratto a tempo indeterminato, gli altri sono in grado di lavorare in ospedale con garanzia normativa e supervisione di un tutor. È poi possibile acquistare prestazioni in orario straordinario, retribuito però, dagli ospedalieri disponibili. Il ricorso part time ai medici pensionati? Non lo escludiamo ma è l'extrema ratio una volta sperimentate le soluzioni precedenti».
Filippo Tosatto