ANAAO ASSOMED esprime un vivo riconoscimento ai più di 1000 specializzandi che si sono astenuti dal lavoro lunedì 4 maggio contro le recenti esternazioni del Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedale-Università di Padova Daniele Donato sul loro coinvolgimento nel contagio intraospedaliero. Un’azione che ha dimostrato fermezza e responsabilità. Questi giovani medici sono di fatto parte integrante del Sistema Sanitario, lavorando quasi in 1600 a fianco di un migliaio di strutturati in una Regione con una carenza di ben 1300 specialisti.
Quali sono i numeri effettivi del contagio dei giovani colleghi? Il Servizio di Medicina Preventiva dell’Azienda Ospedaliera ha reso noti i dati di sorveglianza evidenziando che: “36 sono gli specializzandi contagiati: 16 avrebbero contratto il virus da pazienti o altri operatori, per 13 non è stato possibile ricostruire il contagio e che solo per 7 si è trattato di contagi esterni”.
È francamente, eticamente imbarazzante per tutti noi non solo che il Direttore Sanitario della più grande Azienda Ospedaliera d’Italia rilasci dichiarazioni pubbliche senza avere consapevolezza dei propri dati, ma che anche eminenti colleghi, senza valutare la documentazione aziendale, esprimano sugli specializzandi giudizi di “reazione scomposta” richiamandoli persino a una “umiltà”, come si legge su «Il Mattino di Padova» del 4 maggio nell’articolo intitolato “Medici con Donato”.
Quanti medici? Più che un “coro”, come si scrive, un quartetto che cerca, incredibilmente, di derubricare l’accaduto a banali incomprensioni da liti condominiali. Il collega rappresentante del Comitato dei rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza RLS dell’Azienda si spinge persino ad esprimere velate critiche alla Federazione dell’Ordine dei Medici Regionale e Nazionale che ha stigmatizzato vivacemente le dichiarazioni del Dr. Donato. “Scomposto” potrebbe essere valutato l’atteggiamento scientifico di tali colleghi, che nel loro tentativo di difesa ad oltranza, considerano che la Medicina evidence-based, cioè basata sui fatti, non si possa richiedere a un Direttore Sanitario. Non possono, certo, i colleghi e il Direttore Sanitario non conoscere, o peggio ignorare, il recente studio a firma anche della dott.ssa Francesca Russo, Direttore del Dipartimento di Prevenzione della Regione Veneto che dimostra inequivocabilmente, sulla base dei dati, come il rischio di contagio professionale da Coronavirus fra gli operatori sanitari veneti, specializzandi inclusi, è quasi quattro volte quello presente nella popolazione.
Questa triste vicenda, dimostra quanta strada sia ancora necessaria per valorizzare l’operato di tutti i medici e per stabilire un rapporto professionale gerarchico basato sul rispetto e non sull’inquisizione. Si ripresentano nodi determinanti: la necessità di svolgere ogni forma di assistenza sanitaria con maschere filtranti e non con mascherine chirurgiche, la crescente tendenza a scaricare sul personale sanitario la responsabilità dei contagi nosocomiali presumendo comportamenti scorretti; l’esigenza di indagini epidemiologiche precise e non autoreferenziali, svolte secondo criteri scientifici, che vorremmo conoscere, e i risultati di indagini dell’Autorità giudiziaria, come sollecitato dagli esposti presentati ai NAS e a varie procure italiane.
Anche ANAAO ASSOMED attende quindi di conoscere a breve il programma concreto proposto dall’Osservatorio Regionale alle istanze degli specializzandi e si riserva ulteriori azioni se il clima di intimidazione che sembra emergere nelle Direzioni ospedaliere non cambierà nei confronti del lavoro di tutti i medici.
Antonella Muraro Segretario Aziendale ANAAO ASSOMED Azienda Ospedaliera-Università di Padova
Mirko Schipilliti Coordinatore Provinciale ANAAO ASSOMED Padova
Adriano Benazzato Segretario Regionale ANAAO ASSOMED Veneto