Comunicato stampa Anaao Assomed del Veneto – 12 giugno 2020
Nessuno dei giovani medici è stato ingaggiato grazie alle “delibere di Ferragosto”
Nella conferenza stampa di ieri del Presidente Zaia, mistificando la realtà soprattutto quella normativa e facendo leva sulla mancata conoscenza delle norme da parte dei giornalisti presenti e della cittadinanza, ha lasciato intendere che le assunzioni di personale (anche in Pronto Soccorso) di medici non specializzati (né specializzandi degli ultimi anni) siano state possibili grazie alle “delibere di Ferragosto” impugnate lo scorso anno da ANAAO ASSOMED anziché in forza dell'1 art. 1, comma 3, del D.L. n. 14/2020 del Governo Conte, norma peraltro già decaduta e non più rinnovata.
Si ricorda che solo tale disposizione ha consentito alle aziende sanitarie del Veneto di conferire incarichi di lavoro autonomo "anche ai laureati in medicina e chirurgia, abilitati all'esercizio della professione medica e iscritti agli ordini professionali" e unicamente "Al fine di far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-19 e di garantire i livelli essenziali di assistenza nonché per assicurare sull'intero territorio nazionale un incremento dei posti letto per la terapia intensiva e sub intensiva necessari alla cura dei pazienti affetti dal predetto virus" e in ogni caso "fino al perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri".
Si ricorda altresì che ai sensi del comma 2 dell'art. 1 del decreto legge citato "I contratti di lavoro autonomo, stipulati in assenza dei presupposti di cui al comma 1 sono nulli di diritto".
Si evidenzia, da ultimo che le delibere della Giunta regionale n. 1224/2019 e n. 1225/2019, attualmente ancora sub iudice avanti al TAR Veneto, non possono essere attuate in assenza delle "linee di indirizzo regionali" ivi richiamate e che, per espressa ammissione della Regione, alla data del 15 aprile 2020 tali linee di indirizzo non erano ancora state adottate.
Si ritiene poi che debba essere stigmatizzata la sostanziale, per non dire grottesca, equiparazione del corso di formazione regionale previsto dalle delibere regionali impugnate al corso di formazione universitaria specialistica, equiparazione che le affermazioni ascoltate nella conferenza stampa lasciavano purtroppo trasparire.
Con ciò senza alcun intento polemico nei confronti del “giovane medico” presente ieri, la cui competenza, professionalità ed entusiasmo non sono certo in discussione. Presenza che è stata, a giudizio della scrivente, palesemente strumentalizzata, forse a sua insaputa, per altre finalità, quali quelle di propaganda elettorale.