Corriere del Veneto – 21 novembre 2019
Medici in guerra: «Impugniamo le delibere sul cambio di proprietà». Assemblea decisiva
I medici del Sant'Antonio dichiarano guerra al trasferimento di proprietà della struttura dall'Usl 6 Euganea al l'Azienda ospedaliera, sancito dalla Regione e annunciato per il primo gennaio 2020 dai due direttori generali, Domenico Scibetta e Luciano Flor. E si preparano allo sciopero. Oggi, alle 14.45, nel polo di via Facciolati è stata indetta un'assemblea plenaria intersindacale che dovrà decidere le imminenti azioni di 'protesta contro la cessione di ramo d'azienda predisposto dalle schede ospedaliere e relativo comodato d'uso gratuito dello stabile all'Azienda ospedaliera. «Siamo pronti a dichiarare lo stato di agitazione, anticamera dello sciopero, che dovrà scattare a qualche giorno di distanza annuncia Diego Caroli, porta voce del «Comitato Sos Sant'Antonio», che negli ultimi sei mesi ha raccolto 3mila firme, organizzato una «marcia su Padova» e altre iniziative di protesta . L'alternativa potrebbe essere indire assemblee all'inizio dei turni, con relativo slittamento delle attività dal mattino al pomeriggio. E' concesso dal contratto e senza decurtazioni allo stipendio».
«Oppure si può optare per una sorta di sciopero bianco aggiunge Mirko Schipilliti, segretario aziendale dell'Anaao Assomed, sigla degli ospedalieri cioè limitarci alle 38 ore settimanali previste dal contratto. Vista la carenza di medici, significherebbe far saltare centinaia di prestazioni». E nel frattempo l'Anaao sta pure predisponendo l'impugnazione davanti al Tar delle delibere di trasferimento di proprietà predisposte da Usl e Azienda ospedaliera. «Dispiace dover ricorrere allo sciopero e alla giustizia commenta Caroli sarebbe stato meglio poter discutere con la controparte e trovare un accordo. Ma la dirigenza delle due aziende ha preferito accelerare l'operazione ed evitare il confronto». In effetti i dg hanno anticipato il passaggio all'Azienda ospedaliera del Sant'Antonio di un anno, rispetto al limite del 31 dicembre 2020 concesso dalla Regione. «E' l'ennesimo nodo di una condotta antisindacale inaccettabile e sconcertante ragiona Schipilliti. In più Scibetta e Flor non ci hanno mai spiegato i motivi dell'operazione, limitandosi ad appellarsi alle schede ospedaliere.
Ma qui parliamo di un ospedale con un valore di produzione di oltre 55 milioni di euro e un valore patrimoniale di 33 milioni. Si tratta di una struttura in grado di erogare ogni anno 10mila ricoveri, 6500 interventi chirurgici, oltre 30mila accessi al Pronto Soccorso, oltre a migliaia di prestazioni specialisti che».
Sul piatto pure gli stipendi del personale, più alti all'Usl e a rischio ridimensionamento nel trasferimento. «La dichiarazione della Regione di aumentare i fondi per gli stipendi dei dipendenti dell'Azienda ospedaliera non può stoppare le proteste sui compensi inferiori in cui incapperebbero gli attuali medici del Sant'Antonio chiude Schipilliti. Di quanto aumenterebbero le retribuzioni in futuro? E poi il passaggio implicherà anche una carriera sotto l'influenza dell'Università, per assegnare posizioni e incarichi».
Michela Nicolussi Moro





















