Si vota nei giorni dal 24 al 28 ottobre 2020, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 presso la sede dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Padova in via S. Prosdocimo, 6.
Durante le procedure di voto verranno garantite tutte le misure di prevenzione contro la trasmissione di Covid-19.
I candidati per il Consiglio Direttivo sono:
ANGELI PAOLO Professore Universitario
BENAZZATO ADRIANO Medico ospedaliero
CRISARA’ DOMENICO Medico di Medicina Generale
FORMENTIN ELISABETTA Medico Pediatra
GALLEA MARIATERESA Medico di Medicina Generale
GUASTELLA GIOVANNI Medico di Medicina Generale
GUERRA COSIMO Medico di Medicina Generale
MONTANTE GIUSEPPE Medico ospedaliero
PENNELLI TOMMASO Medico legale
SANTOSTASI GIOVANNI Medico Specialista Ambulatoriale
SARZO GIACOMO Medico ospedaliero
SPAGNA ANDREA Direttore SUEM
SCHIPILLITI MIRKO Medico ospedaliero
SPOLVERATO GAYA Medico ospedaliero
VOLPIN ROBERTA Medico ospedaliero
I candidati per la Commissione Albo Odontoiatri sono:
FERRUCCIO BERTO Medico odontoiatra
MARCO DE BERARDINIS Medico odontoiatra
MAURO GRIGOLETTO Medico odontoiatra
FRANCESCO SCARPARO Medico odontoiatra
CHIARA SCIBETTA Medico odontoiatra
I candidati per il Collegio dei Revisori dei Conti sono:
NICOLA DE PICCOLI Medico ospedaliero
MASSIMO RIGATO Medico odontoiatra
SILVIA BENNICI (supplente) Medico in formazione specialistica
PROGRAMMA ELETTORALE
Promozione della professione medica
La valorizzazione della nostra professione è l’obiettivo di ciascuno di noi in ogni nostra attività. Occuparsi di questo bene comune non corrisponde solo ad un impegno in prima persona in ambito ordinistico, ma può realizzarsi ogni giorno, vivendo appieno gli insegnamenti del nostro Codice Deontologico e difendendo la professione da chi intende delegittimarla.
Mentre gli ospedali, gli ambulatori e gli studi rappresentano i luoghi dove la professione si concretizza, l’Ordine rappresenta la casa all’interno della quale si definiscono insieme le traiettorie e i principi ispiratori del lavoro quotidiano, la sede del confronto per affrontare le sfide evolutive della categoria. Sono quindi necessarie partecipazione e coesione affinché il nostro ruolo possa affermarsi con forza. Non si può nemmeno dimenticare come sta evolvendo la demografia interna alla professione, non solo dal punto di vista anagrafico ma anche come distribuzione di genere. Una componente sempre più al femminile non deve essere interpretata come un elemento di debolezza contrattuale, bensì come un’occasione di accrescimento professionale e umano della nostra categoria, che richiede un ripensamento dei modelli organizzativi delle nostre attività, tale da permettere ad ogni professionista di dedicarsi, oltre alla famiglia, ad uno sviluppo personale sia in ambito lavorativo che rappresentativo.
Relazione con i cittadini e le Istituzioni
Il fine di ogni nostro gesto è il bene del paziente che si concretizza nell’incontro con l’altro. Lo scambio che ne scaturisce è per natura caratterizzato da una reciprocità dove l’obiettivo di cura non può essere raggiunto pienamente senza un coinvolgimento attivo dei nostri assistiti che, per giuramento professionale, ci impegniamo a curare, rispondendo alle loro esigenze nell’interesse prioritario della salute collettiva.
Analizzando i cambiamenti nella popolazione, è inoltre necessario considerare un’età media e una prevalenza di patologie croniche sempre più elevate: andranno quindi sviluppate iniziative di promozione sociale a tutela della salute pubblica e della corretta informazione in ambito sanitario, per rinforzare l’alleanza di cura tra medici e pazienti.
Pertanto, è indispensabile interfacciarsi con tutte le Istituzioni, pubbliche e private, rappresentando la professione nella sua interezza e in ogni sua sfaccettatura, nella sua elevata importanza strategica e sociale, pur con le sue criticità, difendendone il ruolo e la dignità; attuare una sorveglianza attiva sulle decisioni istituzionali e avanzare proposte atte a migliorare il benessere lavorativo e ridurre – ad esempio – le fughe dei medici dagli ospedali.
Integrazione fra le professioni
Le nostre attività quotidiane richiedono frequentemente l’interazione con altre figure professionali, sanitarie e non: il compito di uno non può realizzarsi senza la partecipazione dell’altro. Oltre alla condivisione di quello che viene svolto, è fondamentale tuttavia una visione prospettica comune sia negli obiettivi che nei valori. Per realizzare un’integrazione efficace è importante quindi interagire con le Rappresentanze di questi professionisti, incluse le società scientifiche e le organizzazioni sindacali, per la definizione dei ruoli e per sviluppare progettualità condivise.
Rete ospedale-territorio
Quotidianamente le nostre attività ci portano a relazionarci tra noi, nelle molteplici vesti che la nostra professione può assumere: ospedale, attività ambulatoriale, medicina generale, libera professione, ecc. Rimanere chiusi all’interno delle singole categorie può portare al rischio di non comprendere i modelli e i percorsi che vengono intrapresi al di fuori della nostra quotidianità o che addirittura complicano la presa in carico dei pazienti.
È prioritario evitare ogni conflittualità che aumenti ulteriormente le distanze all’interno della professione. Crediamo sia fondamentale creare il più possibile occasioni di confronto, anche virtuali, dove si possano identificare i nodi critici nella rete della complessità delle cure. L’analisi e il superamento progressivo di questi ostacoli sono indispensabili per una gestione integrata efficace, efficiente e tempestiva del nostro lavoro, a vantaggio dei cittadini e di tutti i professionisti.
Formazione
L’ingresso nel mondo della professione giunge a completamento del principale percorso formativo di ciascuno, richiedendo un aggiornamento continuo delle conoscenze. È una necessità trasformatasi in un obbligo deontologico, nel rispetto del nostro ruolo e dell’obiettivo finale delle cure: i nostri assistiti. L’Ordine diventa pertanto il garante della qualità dei percorsi formativi e allo stesso tempo si fa promotore di iniziative che possano arricchire gli iscritti, non solo di conoscenze tecniche, ma anche di competenze umane e relazionali, affinché non solo si sappia fare il medico, ma soprattutto si sappia essere medico.
Si dovranno sviluppare e sostenere modelli di formazione innovativi, facilmente accessibili, anche durante l’attività quotidiana, per supportare i processi decisionali con l’evidenza scientifica.
Benvenuto ai neoiscritti!
Una squadra unita per affrontare un lungo viaggio deve necessariamente coinvolgere chi di strada ne ha da fare più di tutti: i giovani. Il ricambio generazionale, da tempo annunciato, adesso è iniziato, in modo trasversale in tutta la professione. È necessario che fin dal momento dell’iscrizione e dai primi anni di attività, l’Ordine possa essere percepito come il luogo per costruire le reti e per progettare una professione forte nei prossimi decenni, affinché il vuoto, creato dall’ondata di pensionamenti, trovi una nuova generazione di medici con prospettive chiare e solide verso il futuro.





















